Visto che domani si ritorna sui banchi, ho pensato di postare una lettera agli studenti di Elena Venosa (Università di Milano) che avevo trovato un pò di tempo fa... un piccolo incoraggiamento, insomma! Tschuess!
Cari studenti,
in occasione dell’inizio del nuovo anno accademico 2008-2009, vi invio un messaggio di augurio e incoraggiamento per intraprendere lo studio della lingua tedesca.
Vi siete accorti che la lingua tedesca ha regole precise, e pochissime eccezioni? Il tedesco può sembrare difficile, all’inizio, perché per formulare anche le frasi più semplici è necessario studiare, sin dalle prime lezioni, la declinazione del nome e la coniugazione verbale. L’inglese, invece, all’inizio è semplice: basta aggiungere una -s, ed ecco coniugato il verbo al presente; un’altra -s, ed ecco formato il plurale… Ma quando si studia l’inglese a fondo, si scoprono eccezioni su eccezioni. Quindi, non è più facile il tedesco, che ha regole precise, dalle quali “non si scappa”, e che una volta imparate, vi accompagneranno per tutta la vita?
Oggigiorno, soprattutto in Italia, si tende a essere approssimativi: chi di voi, a scuola, non ha mai affrontato una interrogazione o un compito in classe dando una ripassata veloce dieci minuti prima? Dando un’occhiata superficiale ai concetti principali, che poi rimangono in mente come tante bolle di sapone, una separata dall’altra, senza nessun collegamento, che si dissolvono poco dopo? Tanto per cavarsela in qualche modo, per sopravvivere, per superare l’ostacolo immediato.
Ecco: superficialità, approssimazione; ricerca del risultato immediato, a breve termine, ma che non porta a risultati stabili, a lungo termine. Questo all’università non funziona, e soprattutto non funziona per laurearsi, SERIAMENTE, in tedesco. Il tedesco deve essere studiato poco per volta, con COSTANZA, REGOLARITà, PRECISIONE, sin dall’inizio, e soprattutto all’inizio, perché certe regole si imparano subito e si utilizzeranno per sempre. Si deve fare ATTENZIONE a quello che si fa: si devono OSSERVARE le parole, gli articoli, le desinenze, di quello che si legge e si scrive. La lingua tedesca è regolare e precisa: non ammette approssimazioni. Se scrivete o pronunciate schon invece di schön, cambia il significato; se scrivete o pronunciate seinen invece di seinem cambia il significato. Basta un Umlaut di troppo, basta una lettera al posto di un’altra che cambia tutto il significato di una frase. Quindi è INDISPENSABILE ESSERE PRECISI.
Perché agli esami fate tanti errori? Al primo anno dovete dimostrare di conoscere il vocabolario di base e le regole di base: posizione delle parole nella frase, declinazione, coniugazione dei tempi verbali principali. Non mi sembra che pretendiamo tanto: solo le basi! Al secondo anno dovete completare la grammatica e ampliare il lessico. Ecco che qui inizia a vedersi la differenza tra chi rinforza le proprie basi e chi non si sforza di ampliare le proprie conoscenze del tedesco: aumentano gli errori soprattutto nel dettato e nella Textwiedergabe. Perché? perché non conoscete abbastanza vocaboli, così che non capite quello che vi si legge. E soprattutto nella Textwiedergabe, dove avete a disposizione il dizionario monolingue, perdete tempo a cercare i vocaboli, così che non avete più tempo per controllare la grammatica. Infine il terzo anno, dove può ripetersi quanto detto per il secondo anno: ora si deve lavorare anche di più, perché si pretende di più: è il momento di affinare il lessico e lo stile. A maggior ragione si deve evitare di arrivare all’esame con un lessico carente e una conoscenza approssimativa e casuale delle declinazioni. Nel corso del terzo anno si dovrebbero ormai raggiungere le competenze richieste, e la grammatica dovrebbe venirvi spontanea. Può capitare che qualcuno di voi venga bocciato a un esame nel corso del triennio, ma se studiaste regolarmente, e appianaste poco per volta tutte le lacune, non fareste nessuna fatica a superare i vari esami, nemmeno quello più difficile del terzo anno.
Qualcuno di voi potrebbe dire che se impara poco il tedesco è colpa dell’università. Un po’ è vero, perché le strutture, gli insegnamenti e le ore non sono in numero ottimale. È per questo che molto dipende da voi, dalla vostra VOLONTÀ di studiare. Questa, purtroppo, è la realtà dell’università riformata: ora sono più importanti le statistiche, il numero di studenti che si laurea, e per aumentare questo numero si tende ad abbassare la qualità dello studio. Noi però dobbiamo fare di tutto per non ridurre gli studi universitari a un livello troppo basso. Proprio perché non vogliamo illudere gli studenti di aver conquistato chissà quale diploma, vi diciamo in tutta franchezza che le conoscenze ottenute alla fine del triennio non sono certo paragonabili a quelle richieste da una vera e propria laurea.
Vi faccio una raccomandazione spassionata, proprio perché tengo molto a voi: NON fate il gioco di chi si accontenta di una popolazione ignorante: STUDIATE!! fatelo per voi stessi! non fatevi incantare da chi vi offre esami troppo facili: in questo modo non vi eserciterete mai a superare le difficoltà della vita, dove occorre un cervello MOLTO allenato, per non essere presi in giro, visto che spesso ci troviamo di fronte a una informazione distorta, per cui è bene avere molto senso critico. Anche lo studio del tedesco vi può aiutare a destreggiarvi nella vita. E sicuramente l’università ha questo scopo: non fornirvi solo nozioni, ma soprattutto strumenti critici, per conoscere meglio le materie in cui vi volete specializzare, e anche per cavarvela meglio nella società di oggi. L’università ha il compito di insegnarvi a ragionare.
Presumo che lo studio del tedesco sia una vostra libera scelta: perché allora vi volete accontentare del minimo, tanto per prendere un 18, tanto per prendervi il “pezzo di carta”? Già che studiate… studiate bene! Si sta parlando della VOSTRA FORMAZIONE, del vostro futuro! La laurea, anche se triennale, non è un diplomino qualsiasi; ma nessun datore di lavoro prenderà in considerazione la vostra laurea, se vede che piazzate venti errori in una pagina … Studiate SEMPRE in modo critico, analitico, RAGIONATE sempre su quello che fate. Sfruttate questi anni di università per esercitare il vostro cervello: il tedesco è una buona occasione per fare “palestra mentale”, anche se comporta IMPEGNO e FATICA.
Quindi come potete fare per studiare bene il tedesco, con buoni risultati agli esami? Intanto programmatevi gli esami, distribuendoli bene durante l’anno, in modo che non dobbiate studiare troppe materie contemporaneamente. E poi ricordatevi che per gli esami di lingua non si può fare una studiata di un mese o due e poi chiudere i libri. Perché le lingue devono essere apprese poco per volta, e costantemente esercitate. Questo vale per tutte le lingue. Per apprendere il tedesco, in particolare, potete procedere in questo modo, che è un modo sperimentato e collaudato: studiate sin dall’inizio, e con costanza, imparando A MEMORIA le declinazioni e TANTISSIMI VOCABOLI, con il loro articolo e plurale. Esercitatevi inventandovi frasi in tedesco che contengano più regole grammaticali possibile e più vocaboli nuovi possibile. Scrivetele e ripetetele, ripetetele, ripetetele all’infinito, finché non vi verrà spontaneo usare l’articolo giusto, la desinenza giusta, i vocaboli giusti. Fatelo un pochino ogni giorno, mentre fate la doccia, mentre fate la spesa, quando siete in treno o in metropolitana; se sentite una frase alla televisione o alla radio che vi incuriosisce, chiedetevi come sarà in tedesco, e provate a tradurla. Andate in un Paese di lingua tedesca appena possibile, e parlate con la gente del posto, facendovi correggere gli errori. Quando siete là, vi verrà più spontaneo imparare la lingua, anche una volta tornati a casa. Infine FREQUENTATE le lezioni il più possibile e fate gli esercizi richiesti con puntualità! Ricordate inoltre che nessun corso è sufficiente a insegnarvi il tedesco senza la vostra buona volontà, il vostro esercizio. Noi siamo tutti disponibili a correggere i vostri esercizi, anche liberi, che vogliate fare. Siamo sempre a vostra completa disposizione per chiarirvi dubbi, consigliarvi, e anche per formare piccoli gruppi di studio e di conversazione fuori dall’orario di lezione. Ma anche voi dovete fare la vostra parte! Tocca a voi impegnarvi!
Elena Di Venosa
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